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Ora tutto si gioca sulle assegnazioni organico alle scuole PDF Stampa E-mail

Per comprendere quanto sarà estesa la destrutturazione dell'offerta formativa nella scuola pubblica italiana di base bisognerà verificare quali saranno le risorse umane assegnate dai CSA (Provveditorati).

I regolamenti in corso di approvazione (vedi post precedenti) stabiliscono semplicemente dei criteri. L'organico assegnato alle regioni, alle province... fino alle singole istituzioni scolastiche, sarà determinante per scoprire quale forma prenderà il nostro lavoro di educatori ed insegnanti.

Il fatto che i regolamenti non prevedano espressamente, per la scuola media (secondaria di primo grado), gradualità a partire dall'anno scolastico 2009-2010 è drammaticamente illuminante.

Per le elementari il testo dice più o meno, se ho ben capito, che si inizia a partire dalle classi prime per l'anno scolastico  2009-2010. Si affianca però a questa affermazione una serie di vincoli perentori quali l'abolizione "a partire da subito" di ogni forma di compresenza.

Questa dichiarazione di progressività per la scuola secondaria di primo grado non sembra apparire neppure a parole.

Qualora le risorse umane assegnate alle scuole, in termini di docenti e di ore cattedra, fossero computate (come purtroppo sembra di capire) sulla base dei nuovi regolamenti... ci troveremmo davanti all'espulsione di massa dalle scuole dei docenti precari, agevolmente ripiazzati dagli incaricati a tempo determinato (si tratterebbe semplicemente di spostare l'esubero forzato a coprire i vuoti lasciati dai precari). A questo punto non resterebbero margini per attuare i POF come erano stati originariamente programmati. Non risulterebbe, in questo modo, nemmeno necessario disporre normativamente la progressione di attivazione della "riforma Gelmini". Gli istituti scolastici risulterebbero strangolati "di fatto"... liberi di programmare ricordandosi di avere mani legate dietro la schiena, corda al collo e piedi sullo sgabello. 

La formula magica del "si terrà conto delle richieste delle famiglie" non significa necessariamente che gli organici verranno assegnati tenendo conto dei POF predisposti dai singoli istituti.

Ecco, a tal proposito, alcuni illuminanti passi di un comunicato del "Coordinamento Genitori Democratici Onlus"....

...

Nei regolamenti viene più volte ribadito che si terrà conto delle richieste delle famiglie: ma cosa vuol dire si terrà conto? Una cosa è affermare che la scuola è tenuta ad erogare il servizio su richiesta delle famiglie, un'altra è dire affermare che può farlo, magari compatibilmente con le risorse finanziarie (proprie o del ministero) e con l'organico.
Le richieste delle famiglie non saranno vincolanti per l'amministrazione che potrà esaudirle solo se disporrà di sufficiente personale, per cui i genitori possono coltivare l'illusione che sarà loro data la possibilità di scegliere il numero di ore dell'orario scolastico, salvo poi a trovarsi a maggio, con l'organico di fatto, dinnanzi ad una situazione differente per mancanza di personale.
Tuttavia dato che nel mese di gennaio come genitori siamo chiamati ad operare una scelta per i nostri figli è bene compierla in modo consapevole e responsabile.
È utile in questa fase conoscere l'offerta formativa delle scuole cui intendiamo iscrivere i nostri figli, il tempo scuola in cui essa si articola e le sue concrete modalità operative e condizioni organizzative (compresenze, laboratori…), sapendo che ogni scuola autonoma ha competenza esclusiva ed inalienabile in merito a come realizzare gli obiettivi che si è prefissa e sul come impiegare le risorse assegnatele.
Ricordiamoci che i bambini hanno bisogno di tempi distesi, di un ambiente di apprendimento sereno e non di una scuola povera, piena di contenuti selettivi e stereotipati.

Se iscriviamo i nostri figli per la prima volta alla scuola dell'infanzia :
1. Rinunciamo all'idea dell'anticipo (le scuole dell'infanzia non sono pensate per i bisogni dei bambini di due anni). I bambini più piccoli hanno diritto ad un servizio educativo su misura qual è l'asilo nido,
2. Anziché anticipi chiediamo più sezioni primavera cioè luoghi pensati ed organizzati per accogliere i bambini di due anni,

Se iscriviamo i nostri figli per la prima volta alla scuola primaria :
1. Rifiutiamo il modello introdotto di 24 ore settimanali: nessuna scuola italiana funziona oggi così e siamo certi al tempo stesso che una scuola così povera di tempo e di risorse sia fortemente lesiva dei diritti dei bambini!
2. Optiamo per il modello orario a 30 ore, specificando che li vogliamo con rientri pomeridiani e con compresenze dei docenti o per il tempo pieno a 40 ore con due insegnanti con compresenze.

Se iscriviamo i nostri ragazzi per la prima volta alla scuola secondaria di primo grado :
1. Chiediamo il tempo prolungato di 36 o 40 ore settimanali, tenendo conto dei bisogni formativi dei nostri figli e non facciamoci condizionare dalla disponibilità di organico.
2. chiediamo che vengano garantiti l'insegnamento della 2^ lingua straniera, con pari dignità della prima lingua ed il consolidamento delle competenze di base.
Se i nostri figli sono già frequentanti chiediamo la conferma non solo del numero di ore che hanno a disposizione nel corrente anno scolastico, ma anche del modello organizzativo precedentemente offerto (modulo, tempo prolungato..).
Una massiccia richiesta dei genitori italiani per modelli di tempo disteso della scuola e rispettoso dei tempi di apprendimento dei bambini sarà una importante risposta a chi ritiene che i risparmi possano essere fatti sulla pelle dei nostri figli, che hanno invece bisogno di una scuola pubblica di qualità, bene collettivo, per costruirsi un futuro da cittadini consapevoli.


Coordinamento Genitori Democratici Onlus 

 
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... ovvero: da "la scuola cambia volto" a "ti cambio i connotati!".

La prima drammatica analisi che  mi ero permesso di prospettare viene confermata da un autorevole parere sindacale .

Da una prima, veloce lettura rileviamo un chiarimento rispetto al modello di tempo pieno che, si dice al comma 4 dell'articolo 4, è senza compresenze, dalla prima all'ultima classe della scuola primaria.

Ciò in assenza di una espressa dichiarazione di gradualità nell'entrata in vigore della nuova struttura delle cattedre per la scuola media (secondaria di primo grado). Temo che non si tratti di una mera dimenticanza. I regolamenti si limitano semplicemente ad imporre da subito un quadro di riferimento per le assegnazioni delle risorse, in termini di docenti e cattedre. Non è nemmeno necessario stabilire entro quanti anni le scuole inizieranno a soffrire di asma didattico: saranno i fatti ad imporre immediatamente scadenze e tagli. 

Vediamo quanti giorni ci mettono, sindacati ed associazioni professionali, prima di realizzare che i regolamenti attuativi fanno saltare il banco "tutto e subito".